
AELITA directed by Yakov Protazanov was a sensation upon its heavily publicised release in 1924. Aelita Queen Of Mars is now a curiosity of post-revolutionary Soviet Russian silent cinema. Despite a cool reaction from critics the film was such a hit with the Soviet public that many Russian babies born in 1924 were named Aelita, and the cubist designs of the Martian sets – heavily influenced by the avant garde constructivist movement – would in turn influence science fiction films in the years to follow (most notably the Flash Gordon series). With costume designs and performances that are truly out of this world, Aelita was the 1924 equivalent of a Spielberg spectacular, and it is startling to think that this film was even possible in 1924 Russia.
The story is almost beside the point, revolving around a married Moscow engineer who dreams of Aelita, the Queen Of Mars, and is obsessed with building a spaceship that will take him to her. An alleged murder, passionate jealousy and a bumbling detective are all part of the films portrait of post-revolutionary lifestyle, but they pale in comparison to the intermittent scenes on Mars, which peek with the engineer’s ultimate arrival and the eruption of a Martian slave rebellion!!
It is pure propaganda but agreeably light and remarkably revealing of its time and place. If you are fascinated by imaginative films from the silent era then Aelita is must-see viewing.
ITALIAN
AELITA, diretto da Yakov Protazanov, fu un vero successo quando uscì nel 1924, grazie anche alla grande pubblicità che gli fu fatta. Aelita Regina di Marte è oggi una curiosità del cinema muto sovietico post-rivoluzionario. Nonostante la fredda reazione della critica, il film ebbe un tale successo presso il pubblico sovietico che molte bambine russe nate nel 1924 furono chiamate Aelita, e il design cubista dei set marziani – fortemente influenzato dal movimento costruttivista d’avanguardia – avrebbe a sua volta influenzato i film di fantascienza successivi (in particolare la serie Flash Gordon). Con costumi e interpretazioni davvero fuori dal mondo, Aelita era l’equivalente del 1924 di uno spettacolare film di Spielberg: ed è sorprendente pensare che questo film fosse possibile nella Russia del 1924.
La trama è quasi irrilevante e ruota attorno a un ingegnere moscovita sposato che sogna Aelita, la regina di Marte, ed è ossessionato dalla costruzione di un’astronave che lo porterà da lei. Un presunto omicidio, una gelosia appassionata e un detective pasticcione fanno tutti parte del ritratto che il film fa dello stile di vita post-rivoluzionario, ma impallidiscono al confronto con le scene intermittenti su Marte, che anticipano l’arrivo finale dell’ingegnere e l’esplosione di una ribellione degli schiavi marziani! Si tratta di pura propaganda, ma piacevolmente leggera e straordinariamente rivelatrice del suo tempo e del suo luogo. Se siete affascinati dai film fantasiosi dell’era del cinema muto, allora Aelita è un film da non perdere.
Mike Cooper — lap steel guitarist, cantante, improvvisatore, compositore, storico delle musiche del Pacifico, filmmaker, artista visivo.
Una figura storica della musica contemporanea che ha sempre seguito una bussola personale, anti-accademica e poetica. Mike Cooper è una figura centrale nella storia della musica contemporanea: protagonista del British Blues Boom degli anni ’60, collaboratore di leggende del delta Delta Blues, e subito dopo instancabile sperimentatore tra folk, improvvisazione libera, psichedelica ed elettronica.
Fin dall’inizio, la sua ricerca non si è mai fermata ai confini di un genere: ogni fase del suo percorso è diventata il punto di partenza per aprire nuove rotte.
Distintivo il suo profondo legame con le culture del Pacifico, con il suono hawaiano, l’exotica e l’idea dell’isola come spazio simbolico e acustico. Island Songs: acqua, vento, uccelli, memorie coloniali, miti e storie personali che si stratificano in una narrazione unica e profondamente poetica.
Negli ultimi decenni il suo lavoro ha continuato a muoversi tra improvvisazione elettroacustica, forma-canzone reinventata, ambient folk, blues mediterraneo e nuove declinazioni dell’ambient exotica.
Un suo concerto ripercorre le tappe fondamentali di questo lungo viaggio: dalle origini blues alle pratiche improvvisative, dalle isole del Pacifico al Mediterraneo, dal suono come canzone al suono come paesaggio. Un incontro raro con un vero esploratore sonoro, un live in solo inedito e coinvolgente.
Venerable virtuoso Mike Cooper evokes rich imagery and narrative through simple means – lap steel guitar, voice, FX, video and imagination – Now 83 years old – his music sounds utterly contemporary, situated somewhere between Takoma, Exotica, 4th World and Ambient musics; always with a minimal, evocative signature that honestly sounds quite unlike anything or anyone you’ll have heard before. Cooper is one of the most inspirational and consistently brilliant artists working on the scene today.- ”The Icon of post everything music. Cooper’s work over the past six decades is as divergent as it is inspiring. Merging an interest in unusual soundscapes, extended Hawaiian slide techniques, devolved song form, evocative ambiences and video Mike Cooper’s output is sublime and utterly unique. Little surprise he has recently been held up as one of the masters of music’s outer limits. – Lawrence English Room40 Records.
Electric lap steel guitar, electronics and voice, incorporating free improvisation, jazz, noise, pop, avant-garde, and ambient influences using real-time sampling and looping devices in a unique and original way.
Currently living in Valencia/Spain.